La nuova incarnazione del Cav. /10
Non c’è nulla di casuale, il Cav. ha scelto di puntare al cuore dell’agnellismo, e ci sta riuscendo
Non credo che l’offensiva di Berlusconi sia casuale, o solo dovuta a un impennarsi dei sondaggi. Non credo neppure che sia rivolta contro l’opposizione. Piuttosto mi sembra una iniziativa molto ragionata contro una parte delle classi dirigenti, quella che gli è ostile.

Non credo che l’offensiva di Berlusconi sia casuale, o solo dovuta a un impennarsi dei sondaggi. Non credo neppure che sia rivolta contro l’opposizione. Piuttosto mi sembra una iniziativa molto ragionata contro una parte delle classi dirigenti, quella che gli è ostile. Cioè contro una parte della borghesia italiana, che non ha riconosciuto la sua leadership, che non si fida delle sue politiche e che non si è messa a sua disposizione. Per capirci meglio: contro un pezzo dei cosiddetti “poteri forti”. Vedo una continuità tra l’attacco di Berlusconi della settimana scorsa contro il ”Corriere” e la “Stampa” – a proposito della vicenda Sky – e la decisione di forzare il rapporto con l’opposizione e di dichiarare la volontà di una riforma unilaterale della Costituzione. Berlusconi, alla vigilia delle elezioni del 2008, sull’onda degli insuccessi del governo Prodi, aveva tentato una operazione di saldatura tra i due pezzi di borghesia che da anni si davano battaglia. E cioè il pezzo che si è radunato attorno al suo potere e al suo carisma, e il vecchio gruppo “torinese”, di origine agnelliana e poi montezemolina. L’operazione sembrava riuscita, e avrebbe dato un grande impulso al governo del centrodestra. Sembrava del tutto ricucito lo strappo che ebbe la sua manifestazione più clamorosa, alla vigilia delle elezioni del 2006 nel famoso scontro di Vicenza (riunione della Confindustria) tra il capo di “Forza Italia” e la cordata Montezemolo-Della Valle e altri. Poi è venuta la crisi. E la crisi ha portato a nuove frizioni. La ricchezza si è ridotta e ora è più difficile spartirla. I Montezemolini hanno deciso di non fidarsi più di Berlusconi e di tornare ad agire in proprio. Questo ha fatto infuriare il premier. Berlusconi ha stabilito che la borghesia “torinese” non è più affidabile, che non c’è più spazio per mediazioni, e che è giunto il momento di portare l’attacco al cuore di quel vecchio gruppo “agnelliano”. Vuole metterlo fuorigioco, e annetterne quel che resta.